Trento

Sviluppato un algoritmo per la previsione dei crimini

settembre 22, 2014

Sono molti i tentativi di creare un sistema che sia in grado di predire i crimini futuri sull’analisi dei crimini passati. Un team di ricercatori dell’Università di Trento ha sviluppato un algoritmo che raggiunge una precisione del 70% utilizzando i dati demografici associati ai dati anonimi degli utenti forniti da un operatore telefonico.

Con questo algoritmo sarebbe possibile prevedere le zone a rischio, ovvero quartieri in cui c’è la più alta probabilità che si verifichino crimini, analizzando i dati comportamentali aggregati e anonimi raccolti dalle infrastrutture mobile. Il sistema permette di avere una mole consistente di dati senza un eccessivo dispendio di tempo e denaro garantendo al contempo dati sempre aggiornati.

Gli operatori telefonici raccolgono milioni di informazioni riguardanti i propri utenti che possono essere utilizzati per ottimizzare il modello predittivo.

Nel caso specifico il dataset è stato fornito da Telefonica O2, per verificare la validità dell’algoritmo è stata effettuata un’analisi dei dati demografici e dei criminali relativi alla città di Londra. In questo modo i ricercatori sono riusciti a prevedere un crimine nel 62% dei casi e con l’aggiunta dei dati telefonici la precentuale è salita al 68%.

Il punto debole è la privacy. Telefonica assicura che non è possibile estrapolare i dati del singolo utente sulla base dei dataset forniti. L’obiettivo è rilevare le zone dove, con maggior probabilità, si verificherà un crimine.

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