Browser Google Search

Via libera a Google dall Antitrust USA

gennaio 09, 2013

Per la Federal Trade Commission Google non ha violato gli statuti antistrust e si è impegnata ad adottare volontariamente alcune modifiche alle proprie pratiche di
business. Per il colosso del web si apre un nuovo fronte, più politico: la visita del presidente esecutivo, Eric Schimdt, in Corea del Nord irrita Washington, che la critica apertamente. “Non e’ utile” nella tempistica: Schimdt, il ‘politico’ di Mountain View con la responsabilita’ dei rapporti con il governo americano, “non portera’ alcun messaggio da parte nostra” afferma la portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland,
sottolineando che Schimdt “e’ consapevole” dell’opposizione americana alla sua visita in Corea del Nord dopo il lancio, l’11 dicembre scorso, del razzo a lungo raggio.
Le polemiche sul viaggio di Schimdt non rovinano la festa a Google, soddisfatta della chiusura dell’indagine da parte dell’antitrust americano. “La conclusione è chiara: i servizi Google sono buoni per gli utilizzatori e per concorrenza” mette in evidenza Google sul proprio blog.

Google è stato accusata di manipolare i suoi algoritmi ricerca a scapito dei concorrenti.
“Google ha indubbiamente preso misure per ottenere un vantaggio rispetto ai fornitori concorrenti di servizi di ricerca”, ha ammesso Beth Wilkinson, un consulente esterno alla FTC. Ma “le prove non ha dimostrato che le misure di Google in questo settore abbiano soffocato la concorrenza in violazione della legge americana e non si giustifica pertanto un’azione legale da parte della FTC”.
In realtà Google dovrà modificare qualcosa
Le assicurazioni date da Google alla FTC significano, in concreto, che i concorrenti avranno un migliore accesso a brevetti di punta nell’offerta di servizi su smartphone, tablet e altri devices hi tech. Google aveva comprato la maggior parte di questi brevetti da Motorola Mobility. Queste impegni sono vincolanti, vale a dire che il gruppo è perseguibile se non li rispetterà. Gli inserzionisti pubblicitari poi potranno poggiarsi più agevolmente su motori di ricerca rivali: Google rimuoverà gli ostacoli all’uso di AdWords, la piattaforma per la pubblicità, consentendo agli inserzionisti di estrapolare loro i dati e interpretare gli effetti delle campagne pubblicitarie on line.

Google era anche accusata di appropriazione di recensioni di ristoranti o alberghi pubblicate altrove. “Lasciare che Google se la cavi con una lettera di promesse è come credere che Lindsay Lohan non si cacccerà più nei guai”, accusa l’associazione dei consumatori American Consumer Institute. E Microsoft parla di “occasione mancata” in un messaggio postato su uno dei blog ufficiali del gruppo.

Ma in Europa…
La Commissione europea ha aperto un fascicolo su Google nel novembre 2010 dopo le denunce di altre società, tra le quali Microsoft, per abuso di posizione dominante. La Commissione Ue deve verificare se Google per promuovere i propri servizi di fatto penalizza quelli dei concorrenti nei risultati del proprio motore di ricerca. Il dossier potrebbe chiudersi con ‘l’assoluzione’ di Google o, al contrario, con una multa fino al 10% del fatturato annuo, circa 47 miliardi di dollari.

L’indagine del Senato americano
L’altro capitolo è quello aperto dal Senato USa sulle politiche fiscali dei big del web, fra i quali la stessa Google, che potrebbe tradursi, sicono molti media americani, in un nuovo pacchetto di ‘raccomandazioni’ per evitare una massiccia elusione fiscale proprio mentre viene ritoccato il sistema di aliquote fiscali americano. Secondo il New York Times l’indagine chiarirà le magie contabili grazie alle quali Apple, Google, e altri big hi-tech portanno utili al riparo del fisco USA.

Apple – scrive il New York Times – in passato aveva fino al 70% dei profitti societari oltreoceano, dove le tasse sono molto più basse. Gli analisti sostengono che la prassi è comune a molti grando gruppi ma le aziende hi-tech hanno un vantaggio ulteriore, quello di un sistema di regole scritto per l’era industriale e non per l’economia digitale.

facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedin

Nessun commento

Devi essere registrato per pubblicare un commento.